Felice S. Valentino

 

 

San Valentino è una celebrazione che non prediligo, ma questa volta è un ottimo spunto per parlare di Fotografia, quella bella, quella vera!

Soprattutto per chi, come me, è legato al mare per passione e lavoro (e sono anche figlio di un marinaio di Marina Mercantile, ed un’infermiera…)

Siamo a New York, precisamente in Times Square, il 14 agosto del 1945 ed alla radio è appena passata la notizia che il Giappone si è arreso e, quindi… la guerra è finita!

La popolazione statunitense, in maniera spontanea, è scesa nelle piazze ed ha iniziato a festeggiare la notizia. Si beveva e si ballava nelle strade.

Alfred Eisenstaedt era nato in Germania nel 1898 ed aveva combattuto (rimanendo ferito) nella Grande Guerra. Nel 1920 iniziò la sua carriera di fotografo e fotoreporter fino al 1935 quando, contrario al regime nazista, emigrò negli Stati Uniti. Nel ’36 iniziò la sua collaborazione con il magazine “Life” che si protrasse fino al 1972. Nella sua carriera realizzò diverse immagini celebri, firmò più di 70 copertine della prestigiosa rivista ed ebbe la fortuna di ritrarre personaggi del calibro di Sophia Loren, Marilyn Monroe ed Ernest Hemingway, ma la (semplice) fotografia del bacio di due sconosciuti divenne una delle icone del ‘900.

Torniamo a New York. La guerra è finita. La popolazione festeggia. In Times Square un marinaio va incontro ad un’infermiera e la bacia appassionatamente. Eisenstaedt è a pochi passi. Non sa nulla di quei due ragazzi. Probabilmente, come tutti hanno pensato per molti anni, due fidanzati si rincontravano dopo i sacrifici e le rinunce della guerra. Il campo è libero, la sua Leica a pellicola è carica. Un attimo per mettere a fuoco e curare la composizione e click. Una frazione di secondo per consegnare una storia all’eternità attraverso i sali d’argento.

Bacio del marinaio ed infermiera, © Alfred Eisenstaedt

Se vogliamo fare i pignoli il soggetto al centro dell’immagine non è raccomandato dai puristi, la regola dei terzi e bla bla bla. Chiacchiere da bar per persone che parlano di fotografia ma che non fanno Fotografia. La fotografia, questa Fotografia parla, urla al mondo che l’amore è e deve essere al centro della vita di ciascuno di noi.

La vera storia di questa fotografia venne divulgata nel 1970 quando Edith Shain, l’infermiera ritratta, scrisse al fotografo rivelando la sua identità e la storia celata dietro lo scatto: “Ero al lavoro in ospedale a New York, ad un tratto tutti cominciarono a correre per le strade, manifestando la gioia per la fine della guerra. Con delle amiche mi recai a Times Square, era una festa tutti si baciavano e si abbracciavano e così mi ritrovai abbracciata a un ragazzo che non conoscevo e che dopo non ho mai più visto, non mi interessava sapere chi fosse ma sapevo che lui aveva combattuto anche per me”. 

Svelata l’identità dell’infermiera in molti si fecero avanti reclamando il ruolo del marinaio, che alla fine fu riconosciuto essere George Mendonça, il quale candidamente ammise di essere leggermente alticcio per via dei festeggiamenti e, sebbene fidanzato, alla vista della bella infermiera non ci pensò su e la baciò con passione.

La foto del bacio tra l’infermiera e il marinaio, scattata durante la celebrazione della vittoria sul Giappone, ha commosso ed ancora oggi continua a commovere per le emozioni che è in grado di suscitare. Sono passati appena settant’anni…

A mio avviso il racconto dello stesso Eisenstaedt merita di essere letto, e riletto, e riletto ancora, soprattutto da chi ha l’idea (o la presunzione…) di raccontare una storia attraverso un’immagine: “mi muovevo con la mia Leica ma non riuscivo a trovare una inquadratura che mi convincesse. All’improvviso vidi qualcuno vestito di bianco. Mi girai e scattai mentre il marinaio baciava l’infermiera. Se lei avesse avuto un vestito nero, non avrei mai scattato quella foto. Se lui fosse stato in divisa bianca, idem”.

Buon S. Valentino e buona luce amici miei…

Gianluca Di Fazio

Gianluca Di Fazio